Ladri di biciclette
Italia, 1948, 35mm, 92’, bianco e nero
Titolo Internazionale/International title: Bicycle Thieves
Titolo Italiano/Italian title: Ladri di biciclette
Regista/Director: Vittorio De Sica
Nazione/Country: Italia
Cast & Credits
Regia: Vittorio De Sica
Soggetto: Cesare Zavattini, dal romanzo omonimo di Luigi Bartolini
Sceneggiatura: Cesare Zavattini, Vittorio De Sica, Suso Cecchi d’Amico, Oreste Biancoli, Adolfo Franci, Gerardo Guerrieri
Fotografia: Carlo Montuori
Scenografia: Antonio Traverso
Montaggio: Eraldo Da Roma
Musica: Alessandro Cicognini
Interpreti e personaggi: Lamberto Maggiorani (Antonio Ricci), Enzo Staiola (Bruno Ricci), Lianella Carell (Maria Ricci), Gino Saltamerenda (Baiocco), Vittorio Antonucci (il ladro), Giulio Chiari (il primo mendicante), Elena Altieri (la patronessa di beneficenza), Carlo Jachino (il secondo mendicante), Michele Samara (segretaria dell’organizzazione di beneficenza), Peppino Spadaio (il poliziotto), Emma Duetti, Fausto Guerzoni, Giulio Battiferri, Ida Bracci Dorati, Nando Bruno, Eolo Capritti, Memmo Carotenuto, Giovanni Corporale, Sergio Leone, Mario Meniconi, Massimo Randisi, Checco Rissone, Umberto Spadaro
Produzione: Giuseppe Amato, Vittorio De Sica per Produzioni De Sica
Ladri di biciclette
Roma, immediato dopoguerra. Al disoccupato Antonio viene offerto un lavoro da attacchino, con la sola condizione di possedere una bicicletta. Dopo aver riscattato la sua dal Monte di pietà, Antonio comincia a lavorare, ma un giorno, mentre sta affiggendo un manifesto cinematografico, la bicicletta gli viene rubata. Disperato, si mette alla ricerca con l’aiuto del figlio, ma dopo due giorni di vagabondaggi per la città, fallito ogni tentativo e disperando nell’aiuto dei carabinieri, ruba a sua volta una bicicletta mentre si trova fuori dalla stadio. Raggiunto dai passanti, viene malmenato sotto gli occhi del figlio, ma il proprietario, mosso a pietà dalla situazione, lo libera e lo lascia andare via insieme al bambino.
“Perché pescare avventure straordinarie quando ciò che passa sotto i nostri occhi e che succede ai più sprovveduti di noi è così pieno di una reale angoscia? La letteratura ha scoperto da tempo questa dimensione moderna che puntualizza le minime cose, gli stati d’animo considerati troppo comuni. Il cinema ha nella macchina da presa il mezzo più adatta per captarla. La sua sensibilità è di questa natura, e io stesso intendo così il tanto dibattuto realismo. Il quale non può essere, a parer mio, un semplice documento”. (Vittorio De Sica)
Bycicle Thieves
Rome, early postwar years. Antonio, who is unemployed, is offered a job as a billposter, on the only condition that he has a bycicle. After redeeming his own at the pawnshop, Antonio begins to work, but one day, while putting up a movie poster, the bycicle is stolen. Desperate Antonio start seeking with his child’s help, but after a couple of days spent wandering the city, all attempts aborted and without hope of police intervention, he steals a bycicle in his turn near the stadium. Caught by people passing by, he is manhandled before his child’s very eyes. But the owner of the bycicle, having mercy on Antonio, lets him go free together with his child.
“Why to catch extraordinary adventures, when what is going on before our eyes and happens to the most unwary of us is so full of anguish? Since a long time litterature has found out this modern dimension precisely defining the least things, the moods which are considered too ordinary. Cinema can rely on the camera as his most suitable mean to catch this dimension. It has this kind of sensitivity, and that’s what I mean talking about so controverted realism. Which, in my opinion, can’t be a mere document.” (Vittorio De Sica)
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Vittorio De Sica

Vittorio De Sica (Sora, 1902 - Neuilly-sur-Seine, France, 1974) è uno dei registi simbolo del dopoguerra italiano e del neorealismo cinematografico, grazie soprattutto ai film realizzati in coppia con lo sceneggiatore e scrittore Cesare Zavattini: capolavori come Sciuscià (1946), Ladri di biciclette (1948), Miracolo a Milano (1951), Umberto D (1952).Noto anche, e soprattutto, come attore fin dal periodo precedente la guerra, negli anni 50 trova il successo con le sue interpretazioni nelle cossiddette commedie del neorealismo rosa, continuando a realizzare film da regista – finanziati proprio con il suo lavoro d’attore – e arrivando a vincere nel 1970 l’Oscar per il Miglior film straniero con Il giardino dei Finzi Contini.
Vittorio De Sica (Sora, 1902 - Neuilly-sur-Seine, France, 1974) is one of the most famous directors of Italian neorealism in the postwar years. His well-known films, written in collaboration with screenwriter Cesare Zavattini, are Sciuscià (1946), Ladri di biciclette (1948), Miracolo a Milano (1951) and Umberto D (1952).De Sica was also very well known as an actor, both in pre-war years and in 1950s, exspecially for the comedies of the so-called “pink neorealism.” During all his career he alternated the work as actor and director and in 1970 won an Oscar for Best film in foreign language with Il giardino dei Finzi Contini.
Filmografia / Filmography:
Rose scarlatte (1940), Maddalena, zero in condotta (1940), Teresa Venerdì (1941), Un garibaldino al convento (1942), I bambini ci guardano (1944), La porta del cielo (1945), Sciuscià (1946), Ladri di biciclette (1948), Miracolo a Milano (1951), Umberto D (1952), Stazione Termini (1953), Villa Borghese (1953), L’oro di Napoli (1954), Il tetto (1956), Anna di Brooklyn (1958), La ciociara (1960), Il giudizio universale (1961), Boccaccio ’70 (ep. La riffa,1962), I sequestrati di Altona (1962), Il boom (1963), Ieri, oggi, domani (1963), Matrimonio all’italiana (1964), Un monde nouveau (1966), Caccia alla volpe (1966), Le streghe (ep. Una sera come le altre,1967), Amanti (1968), I girasoli (1970), Il giardino dei Finzi Contini (1970), Le coppie (ep. Il leone,1970), Dal referendum alla costituzione: Il 2 giugno (TV,1971), Lo chiameremo Andrea (1972), Una breve vacanza (1973), Il viaggio (1974).
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