Etat de siege
Francia-Italia-Germania, 1973, 35mm, 122’, colore
Titolo Internazionale/International title: State of Siege
Titolo Italiano/Italian title: L'amerikano
Regista/Director: Costa Gavras
Nazione/Country: Francia-Italia-Germania
Cast & Credits
Regia: Costa-Gavras
Soggetto: Franco Solinas
Sceneggiatura: Costa-Gavras, Franco Solinas
Fotografia: Pierre-William Glenn
Scenografia: Jacques D’Ovidio
Costumi: Piet Bolscher
Montaggio: Françoise Bonnot
Musica: Mikis Theodorakis
Suono: Michèle Boëhm
Interpreti e personagi: Yves Montand (Philip Michael Santore), Renato Salvatori (capitano Lopez), O.E. Hasse (Carlos Ducas), Jacques Weber (Hugo), Jean-Luc Bideau (Este), Maurice Teynac (Ministro della sicurezza interna), Yvette Etiévant (la senatrice), Evangeline Peterson (signora Santore), Harald Wolff (Ministro degli esteri), Nemesio Antúnez (Presidente della Repubblica), Mario Montilles (assistente del commissario Fontant), André Falcon (deputato Fabbri), Jerry Brouer (Anthony Lee), Roberto Navarrete (commissario Romero), Gilbert Brandini (giornalista), Gloria Lass (studentessa torturata), Aldo Francia (dottor Francia), Martha Contreras (Alicia), Robert Holmes (Papal Nuncio), Alejandro Cohen (Manuel)
Produzione: Cinema X, Dieter Geissler Filmproduktion, Euro International Film, Reggane Films, Unidis
L’amerikano
Montevideo, anni Settanta. Il movimento ribelle dei tupamaros sequestra due uomini: Philip Michael Santore, cittadino statunitense membro di un’agenzia per lo sviluppo internazionale, e Fernando Campos, console del Brasile. La prigionia di Santore è segnata da lunghi interrogatori in cui i rivoluzionari dimostrano le responsabilità dell’uomo e del governo americano nelle repressioni violente avvenute in Uruguay e in altri paesi centro e sudamericani. Dopo il sequestro di un funzionario del Ministero dell’Agricoltura e le forti pressioni della stampa sul governo, la situazione sembra volgere a favore dei tupamaros, ma la polizia riesce ad arrestare gran parte dei ribelli e a quelli in libertà non resta che uccidere Santore.
“Fino a quando non hanno ucciso un cittadino americano, i tupamaros erano visti come dei Robin Hood. Sequestravano persone di spicco legate al governo (spesso in maniera rocambolesca, il che infiammava la fantasia popolare e accresceva la loro aurea mitica), si facevano dare informazioni e poi li liberavano. […] Quando hanno deciso di sequestrare un cittadino americano, di processarlo e giustiziarlo, è stato l’inizio della fine, la loro condanna, anche perché non tutti fra loro erano d’accordo. Diciamo che il film vuole mostrare questa specie di autodistruzione rivoluzionaria, il passaggio cioè da una fase non violenta di una rivoluzione (a mio parere impossibile) a una fase violenta, non abbastanza preparata e forse nemmeno necessaria”. (Costa-Gavras)
State of Siege
Montevideo, 1970’s. Tupamaros rebel movement kidnaps two men: Philip Michael Santore, citizen of United States and member of an agency for international development, and Fernando Campos, Brazil’s consul. Santore’s captivity is characterized by long interrogations in which the rebels prove the responsibility of the man and of U.S. government for the violent repression in Uruguay and other countries of Central and South America. After the kidnapping of an official of the Department of Agriculture and the heavy strain of the press on the government, the situation seems to take a turn for the better for tupamaros, but the police manage to arrest most of the rebels so those who are still free can do nothing but kill Santore.
“Until they killed a U.S. citizen, tupamaros were thought to be sort of Robin Hood. They would kidnap important people tied to the government (often in a very adventurous way, which fired people’s imagination and increased their mythical aura), got information and then let them go free. […] When they came to kidnap a U.S. citizen, to try and execute him, it was the beginning of the end, they were condemned, even because they didn’t all go along with one another. It can be said that the movie is intended to show this kind of revolutionary self-destruction, that is the switch from a non violent phase of the revolution (which is impossible in my opinion) to a violent one, not well planned and maybe not even necessary.” (Costa-Gavras)
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Costa Gavras

Costa-Gavras (Loutra-Iraias, Grecia, 1933), dopo alcuni film polizieschi si dedica al cinema di impegno politico con Z, l'orgia del potere (1968), ambientato durante il regime dei colonnelli in Grecia, La confessione (1970), testimonianza dei metodi staliniani nei processi politici in Cecoslavacchia e L'affare della Sezione speciale (1975), denuncia dei sistemi giudiziari durante il governo di Vichy in Francia. Scritto con l’amico Franco Solinas è invece L'amerikano (1973), che affronta le ingerenze della CIA nel Sud America, così come Missing - Scomparso (1981), Palma d'oro a Cannes, ambientato nel Cile di Pinochet. Dopo Hanna K. (1983), basato sull'ultima sceneggiatura di Solinas, si trasferisce negli Stati Uniti per denunciare i movimenti neonazisti con Betrayed - Tradita (1988) e per raccontare il difficile percorso della memoria della figlia di un gerarca nazista con Music Box - Prova d'accusa (1989), Orso d'oro al festival di Berlino. Negli anni 90 dirada la propria attività e torna invece agli esiti artistici dei suoi anni migliori con Amen (2002), coraggiosa indagine delle connivenze vaticane con il regime nazista, e con Il cacciatore di teste (2005), grottesco apologo sulla borghesia del nuovo millennio.
Consta-Gavras (Loutra-Iraias, Greece, 1933) is a Greek-French filmmaker best known for films with overt political themes. Among them, Z (1969), a fictionalised account of the events surrounding the assassination of Greek polititian Grigoris Lambrakis in 1963 (which won an Oscar for Best Foreign Language Film); State of Siege (1973), set in a South American country modelled on Uruguay, under a military dictatorship in the early 1970s; Missing (1982), the story of an American journalist who disappeared in the bloody coup of General Augusto Pinochet in Chile in 1973 (which won an Oscar for Best Screenplay Adaptation and Palm d’or in Cannes); Music Box (1989), in which a respected naturalized American citizen is accused of being a Nazi war criminal (Gold Bear in Berlin in 1989); Amen. (2003), which alleges that Pope Pius XII was aware of the plight of the Jews in Nazi concentration camps during World War II.
Filmografia / Filmography:
Les Rates (cm,1958), Compartiment tueurs (Vagone letto per assassini,1965), Un homme de trop (Il tredicesimo uomo,1967), Z (Z, l'orgia del potere,1969), L’Aveu (La confessione,1970), État de siège (L’amerikano,1972), Section spéciale (L’affare della sezione speciale,1975), Clair de femme (Chiaro di donna,1979), Missing (Missing - Scomparso,1982), Hanna K. (id.,1983), Conseil de famille (Consiglio di famiglia,1986), Betrayed (Betrayed - Tradita,1988), Music Box (Music Box - Prova d'accusa,1989), Contre l'oubli (ep. Pour Kim Song-man, Corée,1991), La Petite apocalypse (La piccola apocalisse,1993), À propos de Nice, la suite (ep. Les Kankobals,1995), Lumière et compagnie (1995), Mad City (Mad City - Assalto alla notizia,1997), Amen. (Amen,2002), Le Couperet (Il cacciatore di teste,2005).
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