Sweet Smell of Success
Usa, 1957, 35mm, b/n, 96’
Titolo Internazionale/International title: Sweet Smell of Success
Titolo Italiano/Italian title: Piombo rovente
Regista/Director: Alexander Mackendrick
Nazione/Country: USA
Cast & Credits
Regia: Alexander Mackendrick
Soggetto: dal racconto omonimo di Ernest Lehman
Sceneggiatura: Clifford Odets, Ernest Lehman, Alexander Mackendrick
Fotografia: James Wong Howe
Scenografia: Edward Carrere
Costumi: Mary Grant
Musica: Elmer Bernstein
Suono: Jack Solomon
Interpreti e personaggi: Burt Lancaster (J. J. Hunsecker), Tony Curtis (Sidney Falco), Susan Harrison (Susan Hunsecker), Martin Milner (Steve Dallas), Jeff Donnell (Sally), Sam Levene (Frank D’Angelo), Joe Frisco (Herbie Temple), Barbara Nichols (Rita), Emile Meyer (tenente Harry Kello), Edith Atwater (Mary)
Produttore: James Hill
Produzione: Curtleigh Productions, Hill-Hecht-Lancaster Productions, Norma Productions
Piombo rovente
Il potente giornalista di New York J. J. Hunsecker affida al press agent Sidney Falco il compito di mandare a monte il matrimonio fra la sorella Susan e un giovane chitarrista, Dallas. Falco accetta in cambio delle promesse di Hunsecker e rovina la carriera del musicista spargendo la voce che si tratti di un drogato e di un comunista. Non contento, Hunsecker spinge Falco a far arrestare il ragazzo, ma la sua amata sorella capisce il gioco sporco e inscena un tentato suicidio per poi far ricadere la colpa sul viscido agente. Questi però riesce a fermarla in tempo e dopo che Hunsecker ha tentato di rovinare pure lui, si redime e minaccia il suo ex capo di rovinarlo di fronte a tutta la stampa.
Sweet Smell of Success
J.J. Hunsecker, a powerful columnist in New York, asks press agent Sidney Falco to prevent the weeding between his sister Susan and a young guitarist, Steve Dallas. Falco agrees, flattered by Hunsecker’s promises, and destroys the guitarist’s reputation spreading false rumours that he’s a Communist and a junky. Still unsatisfied, Hunsecker pushes Falco to frame Dallas, who is arrested by the police, but Susan smells a rat and plans to attempt suicide, making the blame fall on slimy Falco. The press agent stops her in time and, when Hunsacker tries to destroy him too, he redeems himself and threatens his ex-boss to ruin him in front of the press.
Commento
Manhattan. J.J. Hunsecker esce da un locale dove ha passato la notte e ce lo dice chiaro e tondo: «I love this dirty town», amo questa sporca città. Nel film ci sono la metropoli, la corruzione, una rubrica su un giornale: e c’è lo Hunsecker di Burt Lancaster che è imperatore della città e giornalista corrotto e corruttore. C’è anche dell’altro: c’è un altro. Alle sue dipendenze. Un servo che più servile e servizievole non si può, Tony Curtis, che ovviamente dietro il suo avvilente servilismo nasconde il desiderio di far fuori il padrone e prenderne il posto (quasi una trama alla Shakespeare, no?). Punto di partenza: un racconto di Ernest Lehman, che ha già fatto lo sceneggiatore per Hitchcock e Wilder. Poi ci sono la sceneggiatura e i dialoghi di un altro dei bei nomi di Hollywood, Clifford Odets. Dialoghi che sono cruente battaglie di parole, scontri feroci dove non si perdona nulla. In più, come succedeva nei film classici, nelle parti di contorno si vedono facce che restano nella memoria, la sigarettaia Barbara Nichols, il capo della polizia Emile Meyer. Il tutto sprofondato dentro il perfetto bianco e nero della fotografia di James Wong Howe che intarsia di chiaroscuri la città notturna e gli interni oppressivi. Infine Elmer Bernstein firma le musiche. Un fosco, potente, polemico noir sul mondo del giornalismo, sulla notte della morale, sul rapporto di repulsione e attrazione tra il columnist famoso, che usa il gossip come un’arma letale che può stroncare una carriera, e il suo rabbioso sottoposto, un press agent che non ha neppure il nome scritto sul vetro dell’ufficio ma solo su un pezzo di carta attaccato alla porta. Lotta crudele, sistematica, colpi bassi, doppi giochi. Il padrone non può fare a meno del suo servo anche solo per farsi accendere la sigaretta: «Match me, Sidney», la battuta più famosa del film, vuol dire troppe cose, accendimi la sigaretta, accendi me, sfidami, vedi se riesci ad arrivarmi alla pari... E c’è anche l’altra battuta, sempre di Hunsecker, sempre rivolto a Sidney: «I’d hate to take a bite out of you. You’re a cookie full of arsenic», mi ripugnerebbe darti un morso, sei un dolcino pieno d’arsenico. Un film davvero velenoso.
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Alexander Mackendrick

Alexander Mackendrick (Boston, Massachusetts, 1912 - Los Angeles, California, 1993), nato negli Stati Uniti, ma cresciuto in Scozia, entra nell’industria del cinema inglese negli anni ’40 dirigendo documentari. Esordisce nella finzione nel 1949 con la commedia Whisky Galore! (1949) e trova il successo con la commedia nera, tipicamente british, La signora omicidi (1955). Nel 1957 si sposta negli Stati Uniti per dirigere quello che tuttora è considerato il suo film migliore, il grande noir Piombo rovente, ma che al tempo fu un clamoroso insuccesso di pubblico e critica. In seguito, dirige film minori e partecipa non accreditato alla regia del kolossal I cannoni di Navarone (1961).
Alexander Mackendrick (Boston, Massachusetts, 1912 - Los Angeles, California, 1993) was born in United States, but grew up and studied in Scotland. He entered British cinema in 1940s directing some documentaries and in 1949 made his feature debut with the comedy Whisky Galore! (1949). He found great success with the black comedy The Ladykillers (1955) and in 1957 went to United States for the noir Sweet Smell of Success (1957). Now the film is his most appreciated work, but it was a critical and box-office disaster. After just three more films, he was offered an academic job at the California Institute of the Arts, which he accepted.
Filmografia / Filmography:
The Man in the White Suit (Lo scandalo del vestito bianco, 1951), Mandy (Mandy la piccola sordomuta, 1952), The Maggie (1954), The Ladykillers (La signora omicidi, 1955), Sweet Smell of Success (Piombo rovente, 1957), The Devil’s Disciple (Il discepolo del diavolo, 1959, non accreditato), Guns of Navarone (I cannoni di Navarone, 1961, non accreditato), Sammy Going South (Sammy va al sud, 1963), The Defenders (ep. The Hidden Fury, tv 1964), A High Wind in Jamaica (Ciclone sulla Giamaica, 1965), Oh Dad, Poor Dad, Mama’s Hung You in the Closet and I’m Feeling So Sad (1967, non accreditato), Don’t Make Waves (Piano piano non t’agitare, 1967).
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