In nome del popolo italiano (In nome del popolo italiano) | Alba International Film Festival
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Alba International Film Festival 7-12 Marzo 2008 Alba, Italy Alba International Film Festival 7-12 Marzo 2008 Alba, Italy
 
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In nome del popolo italiano
Italia 1971, 35mm, col., 103’



Titolo Internazionale/International title: In the Name of the Italian People
Titolo Italiano/Italian title: In nome del popolo italiano
Regista/Director: Dino Risi
Nazione/Country: Italia

Cast & Credits
Regia: Dino Risi
Soggetto, sceneggiatura: Age (Agenore Incrocci), Furio Scarpelli
Fotografia: Alessandro D’Eva
Montaggio: Alberto Gallitti
Scenografia: Luigi Scaccianoce
Costumi: Enrico Sabbatini
Musica: Carlo Rustichelli
Suono: Franco Bassi, Bruno Brunacci
Interpreti e personaggi: Ugo Tognazzi (giudice Mariano Bonifazi), Vittorio Gassman (Lorenzo Santenocito), Ely Galleani (Silvana Lazzorini), Yvonne Furneaux (Lavinia Santenocito), Pietro Tordi (prof. Rivaroli), Simonetta Stefanelli (Giugi Santenocito), Franco Angrisano (Colombo), Renato Baldini (rag. Cerioni), Pietro Nuti (l’avvocato di Santenocito), Checco Durante (Pieronti), Teresa Albani (sig.ra Lazzorini), Gianfilippo Carcano (sig. Lazzorini), Edda Ferronao (cameriera di Santenocito), Franca Scagnetti (la portinaia), Michele Cimarosa (maresciallo Casciatelli).
Produttore: Edmondo Amati
Produzione: International Apollo Films



In nome del popolo italiano
Il magistrato Mariano Bonifazi scopre che un imprenditore disonesto e senza scrupoli, Renzo Santenocito, potrebbe essere implicato nella morte di una ragazza che lavorava coma accompagnatrice per un’agenzia di pubbliche relazioni. Deciso a incastrare l’odiato Santenocito, Bonifazi fa di tutto per provarne la colpevolezza e, nonostante la presenza di un alibi di ferro, riesce a smascherare le sue trame e a recuperare prove sufficienti per farlo arrestare con l’accusa di omicidio. Ma quando tutto sembra risolto e giustizia fatta, Bonifazi ritrova il diario della vittima venendo a conoscenza di una verità che, in un Paese sempre più cafone, violento e spregiudicato, non avrà il coraggio di diffondere.

In the Name of the Italian People
Mariano Bonifazi, an Italian magistrate, realises that a dishonest, unscrupulous industrialist, Renzo Santocito, could be involved in the death of a girl who worked as an escort for a PR agency. Determined to nail the hateful Santenocito, and to prove him guilty despite a cast-iron alibi, Bonifazi unmasks his plots and gathers enough proofs to have him arrested on charges of murder. But, just when everything seems solved, and justice seems to be done, Bonifazi finds the victim’s diary, and discovers a truth that he does not dare to spread across his increasingly boorish, violent, unscrupulous country.


Commento
Il magistrato Bonifazi vive solo. Di giorno va al palazzo di giustizia in motorino, di notte non dorme e sfoglia gli incartamenti con i casi da affrontare. Una ragazza è morta e Bonifazi indaga. L’indagine gli fa intercettare l’imprenditore Santenocito, uno che specula in giro con smagliante disinvoltura e parla “desemplicizzato”. Gli anni Settanta cominciano e, facendo della spietatezza un’etica essenziale, Dino Risi usa Bonifazi e Santenocito come gli strumenti da mettere in frizione per generare quel qualcosa – una scintilla?, un suono? – che dovrebbe essere l’Italia: da una parte la passione per la legge, nitidissima e del tutto priva di retorica, del magistrato; dall’altra la miseria allegra dell’imprenditore che si manifesta in una dimestichezza genetica nei confronti di tutto ciò che è traffico e abuso (a modo suo anche questa una specie di passione). La fotografia del Paese che si materializza davanti agli occhi dello spettatore è complessa e intenzionalmente irrisolvibile. Perché se Bonifazi porta in sé quella visione della lex – da intendere come corpo legislativo solido e condiviso – che in Italia è storicamente latitante, Santenocito incarna quella disponibilità a una pratica del diritto sempre privata, localistica e strutturalmente complice, la logica morale della strizzatina d’occhio “all’italiana”, la persuasione radicata che la corruzione sia una forma di progresso. Eppure il quadro resta mobile e la grandezza di Risi sta nel non risolvere il conflitto in chiave manichea: Santenocito è un colpevole generale contestualmente innocente, mentre Bonifazi, sopraffatto nel finale dal carnevale nazionale dei festeggiamenti calcistici – tra fiaschi di vino, campanacci, auto incendiate e moltiplicazioni, in ogni faccia, del ghigno del suo avversario – cede alla tentazione di essere, almeno per una volta, giustizialista.
Un film fenomenologico che mette in scena l’italiano non soltanto nel senso della definizione della sua identità, ma anche in senso strettamente linguistico, la lingua italiana, essendo possibile intendere il lavoro di scrittura di Age e Scarpelli come la costruzione di un repertorio di sintassi e di lessici diversi che attraverso i personaggi del film illustrano le articolazioni di una lingua desolatamente tragicomica.

Dino Risi



Dino Risi (Milano, 1916 - Roma, 2008), dopo aver lavorato come psichiatra e giornalista, esordisce nella regia con il corto Buio in sala (1948) e, dopo l’interessamento del produttore Carlo Ponti, decide di dedicarsi interamente al cinema. Nel 1957 dirige il suo primo grande successo, Poveri ma belli (1957), e nel 1962 realizza uno dei capolavori della commedia all’italiana (espressione solitamente riferita ai suoi film), Il sorpasso, che, insieme a un altro capolavoro, Una vita difficile (1961), fa di Risi uno dei più grandi registi del cinema italiano, straordinario autore di commedie e lucido cantore, nel bene e nel male, dell’anima italiana.

Dino Risi (Milan, 1916 - Rome, 2008) became a psichiatrist and wrote some articles for a local newspaper. After the second world war, he met a producer who financed his short films. One of these, Buio in sala (1948), was bought from Carlo Ponti. At that point, Risi decided to become a movie director. So directed Poveri ma belli (1957), his first big success. Between 1961 and 1962 he directed his two masterpieces: Una vita difficile and Il sorpasso, two movies that made him one of the masters of Italian comedy.  



Filmografia / Filmography:
Vacanze col gangster (1952), Il viale della speranza (1953), L'amore in città (ep. Paradiso per 4 ore, 1953), Il segno di Venere (1955), Pane, amore e... (1955), Poveri ma belli (1956), La nonna Sabella (1957), Bella ma povere (1957), Venezia, la luna e tu (1958), Il vedovo (1959), Poveri milionari (1959), Il mattatore (1959), Un amore a Roma (1960), A porte chiuse (1961), Una vita difficile (1961), Il sorpasso (1962), La marcia su Roma (1962), Il giovedì (1963), I mostri (1963), Le bambole (ep. La telefonata, 1965), Il gaucho (1965), I complessi (ep. Una giornata decisiva, 1965), L'ombrellone (1966), I nostri mariti (ep. Il marito di Attilia, 1966), Operazione San Gennaro (1966), Il Tigre (1967), Straziami, ma di baci saziami (1968), Il profeta (1968), Vedo nudo (film 1969), Vedo nudo (1969), Il giovane normale (1969), In nome del popolo italiano (1971), La moglie del prete (1971), Noi donne siamo fatte così (1971), Mordi e fuggi (1973), Sessomatto (1973), Profumo di donna (1974), The Career of a Chambermaid (1976), Anima persa (1977), La stanza del vescovo (1978), I nouvi mostri (ep.s Con i saluti degli amici, Tantum ergo, Pornodiva, Mammina mammona and Senza parole, 1978), Primo amore (film 1978), |Primo amore (1978), Caro papà (1979), Sono fotogenico (1980), I seduttori della domenica (ep. Roma, 1980), Fantasma d'amore (1981), Sesso e volentieri (1982), ...e la vita continua (tv, 984), Dagobert (1984), Scemo di guerra (1985), Teresa (1987), Il commissario Lo Gatto (1987), Il vizio di vivere (1989), Tolgo il disturbo (1990), Giovani e belli (1996), Esercizi di stile (ep. Myriam, 1996). 
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