Wonderful Town (Città meravigliosa) | Alba International Film Festival
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Alba International Film Festival 7-12 Marzo 2008 Alba, Italy Alba International Film Festival 7-12 Marzo 2008 Alba, Italy
 
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Wonderful Town
Tailanda, 2007, 35mm, col., 92’



Titolo Internazionale/International title: Wonderful Town
Titolo Italiano/Italian title: Città meravigliosa
Regista/Director: Aditya Assarat
Nazione/Country: Tailanda

Cast & Credits
Regia, sceneggiatura: Aditya Assarat
Musica: Koichi Shimizu
Fotografia: Ampornpol Yukol
Montaggio: Lee Chatametikool
Scenografia: Karanyapas Khamsin
Suono: Akritchalerm Kalayanamitr
Interpreti e personaggi: Anchalee Saisoontorn (Ton), Supphasit Kansen (Na), Dul Yaambunying
Produttori: Soros Sukhum, Jetnipith Teerakulchanyut
Produzione: Pop Pictures



Città meravigliosa
Takua Pa, una piccola città nel sud della Tailanda, non si è mai più ripresa dopo lo tsunami del 2006. Da allora è come una città fantasma, la maggior parte dei suoi abitanti ha perso il lavoro e passa le giornate nell’inedia. Un giorno in città arriva uno straniero, Ton, un architetto che si ferma per qualche giorno nell’albergo gestito dalla giovane Na. Tra i due nasce ben presto l’amore, ma la loro storia deve rimanere un segreto. Na è infatti molto conosciuta e la relazione potrebbe scatenare la gelosia di suo fratello Wit, un boss della malavita locale: ma forse gelosa e arrabbiata è la città stessa, con i suoi abitanti e i suoi luoghi fantasma, contrari alla bellezza e alla passione che in essa possono nascere.

Wonderful Town 
Takua Pa, a small town in Southern Thailand, has never recovered from the 2006 tsunami. Since then, it’s a sort of ghost town, most of its residents have lost their jobs and idle their time away. One day a strangers shows up – Ton, an architect who stays a few days at the hotel run by young Na. Soon they fall in love, but their romance has to be kept secret. In fact, Na is very popular and the relationship could trigger jealousy in her brother, Wit, who is a boss of local underworld; but perhaps the town itself is jealous and angry, because of its residents and ghostly places, averse to whatever beauty and passion can emerge. 

Commento
La costa della Thailandia colpita dal devastante tsunami. Tutto è stato spazzato via nella città di Pakua Pak. Ottomila, i morti. In questo posto cancellato dalle carte, arriva da Bangkok un giovane architetto. Deve ricostruire un albergo. Alloggia in una pensioncina dove non ci sono ospiti, nessun altro se non un vecchio custode e Na, la ragazza che gestisce il piccolo hotel. Può nascere un’amicizia e, chissà, un rapporto più profondo. Vengono in mente, a guardare un film come Wonderful Town, i primi film di Olmi. Due solitudini che si incontrano, la geografia di un luogo, un esitante riconoscersi. Qualcosa che si fonda su indizi leggeri, preziosamente labili. Affidati a una delicatezza che va custodita con cura. Anche il tempo del racconto si fa cauto e sospeso, come si dovesse fermare davanti a qualcosa di intimo e intenso che sta per arrivare. E l’immagine contempla un mare tranquillo che sappiamo essere stato crudele; ed è anche un’immagine malinconica che guarda la devastazione per ripercorrere il trauma che c’è stato, ma anche per voler dare un qualche futuro ai personaggi. I segni del dramma, i postumi di quello sconvolgimento naturale pesano su tutti. E il trattenuto idillio dei due protagonisti va a spegnersi contro le rigide regole di una comunità chiusa a riccio, impaurita. Così, si fa strada un altro riferimento cinematografico: Tsai Ming-liang. Per la sospensione dei sentimenti, per la consapevolezza che il futuro è stato inghiottito dal passato. Quando la macchina da presa percorre e mostra quei luoghi vuoti, distrutti, solo in parte ricostruiti, abbandonati e spauriti, quello che sentiamo è che la vita ci metterà molto a riapparire, è che un amore farà fatica a trovare uno spiraglio in questo deserto così paurosamente vuoto. Na, la ragazza, si stende sul letto di Ton, mentre lui è lontano. Il loro non può essere che un amore distante, che vive di lontananze e di una triste consapevolezza. La gente ha perso il lavoro, i turisti non ci sono più, i giovani si ubriacano, i vecchi rimasti parlano del passato. È una rabbia sorda ad avere il sopravvento. La città non può tornare a essere wonderful come è stata prima che il mare la sommergesse.

 

Aditya Assarat



Aditya Assarat (Bangkok, Tailandia, 1972) ha studiato storia alla New York University e nel 2000 ha poi ottenuto un master alla Southern California School of Cinematic Arts. Il suo film di laurea, il corto Motorcycle, è stato premiato al Chicago International Film Festival. Dopo altri due cortometraggi, nel 2007 ha esordito nel lungometraggio con Wonderful Town, con cui ha vinto il Festival di Rotterdam.

Aditya Assarat (Bangkok, Thailand, 1972) studied History at New York University, and subsequently earned a master's degree in film production at the Southern California School of Cinematic Arts in 2000. His graduate thesis film, the short Motorcycle was awarded at the Chicago International Film Festival. After two other shorts, in 2007 he directed his first full-length film, Wonderul Town, which won the Rotterdam International Film Festival.



Filmografia / Filmography:
Motorcycle (cm, 2000), Waiting (cm, 2003), Ma-Mee (cm, 2005), Wonderful Town (2007)  
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