L’udienza
Italia, 1971, 35mm, col., 112’
Titolo Internazionale/International title: Papal Audience
Titolo Italiano/Italian title: L’udienza
Regista/Director: Marco Ferreri
Nazione/Country: Italia
Cast & Credits
Regia: Marco Ferreri
Soggetto: Rafael Azcona, Marco Ferreri
Sceneggiatura: Marco Ferreri, Dante Matelli
Fotografia: Mario Vulpiani
Montaggio: Giuliana Trippa
Scenografia: Luciana Vedovelli Levi
Costumi: Lina Nerli Taviani
Musica: Teo Usuelli
Interpreti e personaggi: Enzo Jannacci (Amedeo), Claudia Cardinale (Aiche), Ugo Tognazzi (Aureliano Diaz), Vittorio Gassman (Principe Donati), Michel Piccoli (Padre Amerin), Alain Cuny (padre gesuita), Daniele Dublino (il cardinale spagnolo), Irena Oberberg (Luisa), Maalerer Bergier (cardinale tedesco), Dante Cleri, Luigi Scavran, Giuseppe Ravenna (segretaria), Mario Jannilli (una guardia svizzera), Enzo Mondino, Sigelfrido Rossi, Attilio Pelegatti, Bruno Bertocci (cardinale Osta)
Produttore: Franco Cristaldi
Produzione: Production Companies, Les Films Ariane, Vides Cinematografica
L’udienza
Amedeo, giovane milanese timido e impacciato, si reca a Roma per parlare con il papa, senza rivelare il motivo della sua decisione. Giunto nella capitale, capisce di non poter realizzare il suo proposito e, a causa del suo comportamento potenzialmente pericoloso, si ritrova sorvegliato da un commissario di polizia. Questi, pur di tenerlo buono, lo fa incontrare con una prostituta, ma Amedeo non demorde: testardo e tenace, tenta alcune azioni clamorose, in seguito alle quali viene fermato e internato in un convento per cattolici «non ortodossi». Qui un principe e un teologo gli ridanno la forza di riprendere la sua «missione», ma una volta tornato a Roma, Amedeo sbatte ancora contro l’impermeabilità del sistema e muore sotto il colonnato di San Pietro.
Papal Audience
Amedeo, a shy and clumsy guy from Milan, goes to Rome to talk to the Pope, without explaining the reason of his decision. Once in the capital, he understands he can’t carry out his plan, and because of his potentially dangerous behaviour, he is tailed by a police inspector. In order to keep him quiet, the cop has him meet a prostitute, but Amedeo doesn’t give up: being stubborn and tenacious, he tries to carry out some sensational actions, but gets arrested and interned in a monastery for “non-orthodox” Catholics. Here, a prince and a theologian give him the strength to resume his “mission”, but when he’s back to Rome, Amedeo bounces off the system’s imperviousness once again, and dies under the colonnade of St. Peter’s.
Commento
Cosa vuol dire importare una struttura narrativa concepita da un praghese all’inizio del ’900 in un contesto come quello della Roma papalina dei primi anni ’70? Cosa succede se l’agrimensore K. si trasforma nell’ex ufficiale milanese Amedeo, in trasferta nella capitale per incontrare, in colloquio privato, il Papa? La battuta con la quale Amedeo commenta la circostanza nella quale viene a trovarsi, «Mi sembra una situazione kafkiana», al contempo esplicita e supera il riferimento a Il castello dal quale ha origine il film di Ferreri. Esplicita perché ciò che viene messo in scena è, come in Kafka, il dolore assoluto della impenetrabilità, dove il contingente viene trasceso fino a farsi universale; e supera, come detto, il modello originario perché dall’universale si ritorna al contingente, ovvero alla focalizzazione sull’impossibilità di attraversare i marmi vaticani e accedere, finalmente, al diritto, solo apparente, di confidare la propria angustia all’orecchio del pontefice massimo.
A regolare il non accesso alle stanze papali di Amedeo (un Enzo Jannacci che coagula dietro le lenti spesse degli occhiali una specie di perenne sbalordimento razionale), è il commissario Diaz, un Tognazzi sempre incombente, grande gestore del protocollo («Formalità, soltanto formalità, piccole pratiche da espletare»), serenamente spietato nel fare di Amedeo, in quanto portatore di un desiderio, un dissidente. Sarà proprio Aureliano ad avviare Amedeo verso il sesso e verso l’ipotesi di mettere su famiglia – le grandi distrazioni in grado di fargli abbandonare i suoi propositi – ma per quanto sedotto da Aiche-Claudia Cardinale in Amedeo continuerà a prevalere il bisogno disperato di incontrare il Papa. Se la Chiesa di Roma è Roma e Roma è l’Italia – e se Augusto Frassineti, già nel 1952, nel suo Misteri dei ministeri aveva descritto il nostro paese come il luogo della farragine e delle ostruzioni (che non sono eccezioni bensì regole immodificabili) – Ferreri dispiega davanti ai nostri occhi la planimetria di un’esperienza impossibile, quel ritorno al padre, sia esso quello dei cattolici o un padre del tutto estraneo a ogni religione, del quale sperimentiamo continuamente presentimento e nostalgia.
|
|
Marco Ferreri

Marco Ferreri (Milano, 1928 - Parigi, 1997) lavora come produttore negli anni ‘50 e si trasferisce in Spagna, dove realizza i buñueliani El pisito (1958), Los chicos (1959), e El cochecito (1960). Tornato in Italia, prosegue sullo stesso registro grottesco e surreale con Una storia moderna: l’ape regina (1963), e La donna scimmia (1964), scatenando le ire della censura. Con Dillinger è morto (1969),e La grande abbuffata (1973), firma poi due grandi allegorie cinematografiche sulla società capitalista avanzata. Il suo ultimo film è Nitrato d’argento (1996).
Marco Ferreri (Milan, 1928 - Paris, 1997), worked as a producer in the 1950s and moved to Spain, where he created the films inspired by Buñuel El Pisito (1958), Los Chicos (1959) and The Wheelchair (1960). After returning to Italy, Ferreri kept the same tone with The Conjugal Bed (1963), and The Ape Woman (1964), which sparked the censors’ wrath. With Dillinger Is Dead (1969) and La Grand bouffe (1973), he filmed two great cinematographic allegories on the late capitalist society. His last film was Nitrate Base (1996).
Filmografia / Filmography:
El pisito (id., 1958), Los chicos (I ragazzi, 1959), El cochecito (id., 1960), Le italiane e l’amore (ep. Gli adulteri, doc., 1961), Una storia moderna: l’ape regina (1963), La donna scimmia (1964), Controsesso (ep. Il professore, 1964), Break Up: l’uomo dei palloni (1965), Oggi, domani, dopodomani (ep. L’uomo dei cinque palloni, 1965), Marcia nuziale (1966), L’harem (1967), Dillinger è morto (1969), Il seme dell’uomo (1969), Perché pagare per essere felici! (tv, doc., 1970), L’udienza (1971), La cagna (1972), La Grand bouffe (La grande abbuffata, 1973), Non toccare la donna bianca (1974), L’ultima donna (1976), Ciao Maschio (1978), Chiedo asilo (1979), Storie di ordinaria follia (1981), Storia di Piera (1983), Il futuro è donna (1984), I Love You (1986), Come sono buoni i bianchi! (1988), La casa del sorriso (1991), La carne (1991), Diario di un vizio (1993), Nitrato d’argento (1996).
|