La Cina è vicina
Italia, 1967, 35mm, col., 93’
Titolo Internazionale/International title: China Is Near
Titolo Italiano/Italian title: La Cina è vicina
Regista/Director: Marco Bellocchio
Nazione/Country: Italia
Cast & Credits
Regia, soggetto: Marco Bellocchio
Sceneggiatura: Marco Bellocchio, Elda Tattoli
Fotografia: Tonino Delli Colli
Montaggio: Roberto Perpignani
Scenografia: Ugo Novello
Musica: Ennio Morricone
Interpreti e personaggi: Glauco Mauri (Vittorio), Elda Tattoli (Elena), Paolo Graziosi (Carlo), Daniela Surina (Giovanna), Pierluigi Aprà (Camillo), Alessandro Haber (Rospo), Claudio Trionfi (Giacomo), Laura De Marchi (Clotilde), Claudio Cassinelli (Furio), Rossano Jalenti, Mimma Biscardi, Francesco Arcangeli, Giuseppe Longanesi, Ondina Longanesi, Gustavo Mazzini.
Produttore: Franco Cristaldi
Produzione: Vides Cinematografica
La Cina è vicina
Carlo, un ambizioso membro del Partito Socialista Unitario, vorrebbe candidarsi alle elezioni, ma è costretto a farsi da parte per il più moderato professor Vittorio Gordini Malvezzi. Diventato il portaborse del professore, comincia a frequentare la sua ricca casa e in breve tempo seduce sua sorella Elena, mirando a sposarla per migliorare la sua posizione. Così facendo fa però ingelosire la fidanzata Giovanna, la quale, per reazione, diventa l’amante Vittorio. Quando Elena rimane incinta di Carlo, i due ex fidanzati, ormai senza ostacoli nella loro scalata sociale, ricattano i due fratelli e li costringono a un gesto riparatore. Intanto la sinistra estrema cerca inutilmente di contrastare il sistema sabotando i comizi elettorali.
China Is Near
Carlo, an ambitious member of United Social Party, would like to stand for election, but he is forced to renounce in favour of more moderate and middle-class professor Vittorio Gordini Malvezzi. After becoming the professor’s flunkey, Carlo starts to go to Gordini Malvezzi’s home very often and quickly seduces his sister, Elena, whom he hopes to marry in order to improve his social position. His behaviour makes his girlfriend Giovanna jealous, who reacts, becoming Vittorio’s lover. When Elena gets pregnant with Carlo’s child, the two ex-fiancées, now free to start their social climbing, blackmail Vittorio and Elena, and force them to reparative gestures. In the meanwhile, extreme left wing tries in vain to oppose the system boycotting electoral meetings.
Commento
Così Bellocchio in un’intervista del 1980: «Nei Pugni in tasca avevo tentato di spazzar via un’esperienza adolescenziale: le rivolte, l’impotenza, gli alibi, l’ipocrisia anche dell’adolescenza. Nel film seguente, ho indirizzato la mia ricerca altrove, focalizzandola non più sulla vita quotidiana ma sui rapporti di classe. La Cina è vicina è un film che tenta di coinvolgere una certa realtà italiana in un discorso più direttamente politico. Il film descrive un rafforzamento della borghesia attraverso un processo di corruzione del proletariato. Il film suggeriva anche che in Italia non esistono le opposizioni ma soltanto una tendenza collettiva al cedimento e al compromesso: i soli valori che resistono sono denaro e potere. Ogni volta che un partito operaio accetta un’alleanza con un partito borghese chi ci perde è il partito operaio. Alleandosi con il PSU (Partito Socialista Unificato), la DC sapeva di mettersi in condizione di poter governare l’Italia per molto tempo ancora. Trattandosi di un film che scontentava tutti era naturale che scomparisse. Non l’ho più rivisto nemmeno io. Siccome il sentimento che conoscevo meglio è la disperazione - anche se mi piacciono molto i film comici -, la presenza di questa disperazione fa sì che La Cina è vicina non poteva essere soltanto un film comico, così come non era solamente politico. Di qui quell’esasperazione, quell’infelicità che abita i personaggi e provoca una comicità tragico-grottesca. È un film cinico e disperato (il comico-grottesco lo conferma): questo è un suo limite. Ridere sulle cose non basta più. Chi perde ride e così si consola».
Un giovanotto ambizioso e arrivista vuole farsi strada in politica. Assessori, matrimoni, trasformismo politico, ipocrisie familiari, velleitarismi estremisti, riformismo inesistente, intrighi di provincia. Un film con dentro la rabbia della contestazione, girato con i pugni ancora nelle tasche, la rabbia in corpo e in faccia un sorriso sarcastico. Don Backy canta Poesia, l’Equipe 84 29 settembre e il dimenticato Cristiano Metz E la cosa si ripete. Bellocchio anche oggi insiste a dire, nei suoi film, che in Italia le cose si ripetono e non c’è niente di nuovo sotto il sole.
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Marco Bellocchio

Marco Bellocchio (Piacenza, 1939) realizza il suo primo lungometraggio I pugni in tasca (1965), con il quale vince il Festival di Locarno. Nel 1967 realizza La Cina è vicina, che vince il premio Speciale della Giuria alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, e prosegue la sua carriera nel segno della militanza politica e civile e della ricerca psicanalitica. Negli ultimi anni ha realizzato alcuni dei più grandi film del cinema italiano contemporaneo, come L’ora di religione (2002) e Buongiorno, notte (2003). Ha fondato una società di produzione, la Filmalbatros, volta alla promozione di giovani registi.
Marco Bellocchio (Piacenza, 1939) shot his first feature film, Fists in the Pocket that triumph at Locarno in 1965. In 1967 he made China is Near, which won the jury’s special mention at the Venice Film Festival. He is well known as a political director and realized several films inspired by psychoanalytic theories. With My Mother’s Smile (2002) and Good Morning, Night (2003) he directed two masterpieces of contemporary Italian cinema. He has also founded a studio, Filmalbatros, which concentrates on producing the works of young directors.
Filmografia / Filmography:
La colpa e la pena (cm, 1961), Abbasso il zio (cm, 1961), Ginepro fatto uomo (mm, 1962), I pugni in tasca (1965), La Cina è vicina (1967), Il Popolo calabrese ha rialzato la testa (Paola), (doc., 1969), Amore e rabbia (ep. Discutiamo, discutiamo, cm, 1969), Nel nome del padre (1972), Sbatti il mostro in prima pagina (1972), Matti da slegare (doc., co-regia Silvano Agosti, Stefano Rulli, 1975), Marcia trionfale (1976), Il gabbiano (1977), La macchina cinema (tv, 1979), Vacanze in Val Trebbia (mm, 1980), Salto nel vuoto (1980), Gli occhi, la bocca (1982), Enrico IV (1984), Diavolo in corpo (1986), La visione del sabba (1988), La condanna (1991), L’uomo dal fiore in bocca (tv, mm, 1992), Il sogno della farfalla (1994), Sogni infranti (doc., mm, 1995), Il principe di Homburg (1997), Elena (mm, 1997), «Alfabeto italiano» (ep. 1, 1998), La balia (1999), L’affresco (cm, 2000), L’affresco (cm, 2000), L’ora di religione (2002), Addio del passato… (doc., tv, cm, 2002), Appunti per un film su «zio Vanja» (doc., 2002), Buongiorno, notte (2003), Il regista di matrimoni (2005), Sorelle (doc., 2006).
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