Sullivan’s Travels
Usa, 1941, 35mm, b/n, 90’
Titolo Internazionale/International title: Sullivan’s Travels
Titolo Italiano/Italian title: I dimenticati
Regista/Director: Preston Sturges
Nazione/Country: USA
Cast & Credits
Regia, sceneggiatura: Preston Sturges
Fotografia: John F. Seitz
Montaggio: Stuart Gilmore
Scenografo: Hans Dreier, A. Earl Hedrick
Costumi: Edith Head
Musica: Charles Bradshaw, Leo Shuken
Suono: Harry D. Mills, Walter Oberst
Interpreti e personaggi: Joel McCrea (John L. Lloyd Sullivan), Veronica Lake (la ragazza), Robert Warwick (Mr Lebrand), William Demarest (Mr Jones), Franklin Pangborn (Mr Casalsis), Porter Hall (Mr Hadrian), Byron Foulger (Mr Johnny Valdelle), Margaret Hayes (la segretaria), Robert Greig (Burroughs, il maggiordomo di Sullivan), Eric Blore (il valletto di Sullivan), Torben Meyer (il dottore), Victor Potel (il cameraman), Richard Webb (l’uomo della radio), Charles R. Moore (lo chef), Almira Sessione (Ursula), Esther Howard (Miz Zeffie), Frank Moran (Tough), Georges Renavent (il vecchio vagabondo), Al Bridge (Jake), Jimmy Conlin (Trusty), Jan Buckingham (Mrs Sullivan), Robert Winkler (Bud), Chick collina (Capital), Jimmie Dundee (Labor)
Produttori: Paul Jones, Buddy G. DeSylva, Preston Sturges
Produzione: Paramount Pictures
I dimenticati
Il regista di film comici John Sullivan pensa che far ridere le persone in tempo di guerra sia immorale e sceglie perciò di studiare da vicino la vita della povera gente per ricavare nuovi argomenti. Si traveste quindi da vagabondo e, dopo aver vissuto tra la strada e gli asili notturni, decide di tornare a casa e scrivere un film dalle sue esperienze. Coinvolto suo malgrado in una rissa, viene però scambiato per un vero vagabondo e condannato a sei anni di prigione. Qui si rende conto che l’unica cosa in grado di sollevare il morale dei prigionieri è proprio il cinema comico e così, una volta chiarite le cose e fatto ritorno alla sua vecchia vita, capisce che il suo compito è proprio quello di continuare a produrre i film che ha sempre realizzato.
Sullivan’s Travels
John Sullivan, a director of escapist films, thinks that make people laugh during war time is immoral, that’s why he chooses to study closely poor people’s life in order to find new issues. He disguises himself as a hobo and, after living on the street and sleeping in night shelters, decides to go back home to write a movie about his experience. Involved in a riot against his will, he is mistaken for a real hobo and sentenced to six year in prison. Here he realizes that the only thing that cheers up prisoners is exactly the comic film and so, once his identity is proved and he’s back to his old life, he realizes that his job is to carry on producing the kind of movies he always produced.
Commento
Chissà cos'è venuto in mente a John L. Sullivan, regista hollywoodiano specializzato in commedie popolari, per fargli d'un colpo cambiare strada e voler girare un film drammatico e impegnato sulla miseria e sui poveracci che non hanno un posto dove dormire e tirano avanti a fatica giorno dopo giorno. In più, questo Sullivan è testardo e i suoi produttori, che pure insistono parecchio, non riescono a fargli cambiare idea. Il film sui poveri, Sullivan lo vuole proprio girare e siccome, lui ricco, di povertà non sa assolutamente niente, vuole anche documentarsi direttamente sul campo. Vuole andare in giro per la California, vestito male, mascherato da vagabondo, senza un soldo, per mischiarsi ai vagabondi e conoscere la loro vita. Con lui c'è la splendida e biondissima Veronica Lake. Dietro di lui, ci sono i suoi due produttori (e protettori). Naturalmente le cose non vanno come dovrebbero e il viaggio (quasi) turistico nelle terre della povertà diventa un'altra cosa. Questa commedia su un tema così poco comico come la povertà è il migliore e più celebre dei film di un grande regista, ancora troppo poco ammirato, come Preston Sturges. In apertura di film, c'è una dedica a tutti i buffoni che ci hanno fatto ridere. E alla fine del film, Sullivan capirà quanto è importante il suo lavoro di regista di commedie. Ci vorrà questo viaggio per farglielo capire: molto meglio, per lui che ci sa fare con le commedie, girare film divertenti che per due ore facciano dimenticare i guai, che non invece mettersi a fare film profondi che insegnino, a chi lo sa già, quanto è dura la vita. Il film di Preston Sturges è dunque un atto di fiducia e di elogio alla commedia e ai registi che la sanno fare. E Sturges è maestro nell'inventare situazioni da commedia in mezzo agli hoboes, ai detenuti, agli ultimi della società. Sullivan, che all'inizio è un idealista insoddisfatto, alla fine resta un idealista ma ravveduto e consapevole che quel che conta è fare bene, anche per gli ultimi, il suo mestiere di regista saltimbanco. Girato nel 1941, a guerra iniziata, e ambientato nella grande Depressione, I dimenticati ci mostra lo spettacolo spiacevole della povertà in una delle più belle e istruttive commedie della grande Hollywood.
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Preston Sturges

Preston Sturges (Chicago, 1898 - New York, 1959) lavora nel mondo dello spettacolo come autore di canzoni e commediografo, trovando il successo nel 1929 con lo spettacolo Strictly Dishonorable, brillante satira di costume sul proibizionismo. Si dedica poi alla sceneggiatura cinematografica, scrivendo soprattutto commedie. Nel 1940 passa alla regia con Il grande McGinty (del quale, come per tutti i film successivi scrive anche lo script), con il quale mostra il suo tipico estro satirico e il suo gusto per la commedia sofisticata, che riprenderà nei celebri Lady Eva (1941), I dimenticati (1941) e Il miracolo del villaggio (1944). Il grande successo dei suoi film negli anni ‘40 declina nel decennio successivo e Sturges decide così di tornare al teatro e poi di trasferì in Europa, dove realizza film minori.
Preston Sturges (Chicago, Illinois, 1898 - New York, 1959) he began writing stories and in 1929 wrote his first play, The Guinea Pig. He moved to Hollywood in 1932 and began writing screenplays, exspecially for comedies. Paramount gave him this chance as part of a deal for selling his script for The Great McGinty (1940): the film’s success launched his career as writer and director. That success emboldened him to become an independent filmmaker, well famous for his humorism and for the taste for sophisticated comedy (The Lady Eva, 1941, Sullivan’s Travels, 1941). He moved to France to make what turned out to be his last movie, Les Carnets du Major Thompson (1955).
Filmografia / Filmography:
The Great McGinty (Il grande McGinty, 1940), Christmas in July (Un colpo di fortuna, 1940), The Lady Eve (Lady Eva, 1941), Sullivan’s Travels (I dimenticati, 1941), The Palm Beach Story (Ritrovarsi, 1942), The Miracle of Morgan’s Creek (Il miracolo del villaggio, 1944), Hail the Conquering Hero (Evviva il nostro eroe,1944), The Great Moment (1944), The Sin of Harold Diddlebock (Meglio un mercoledì da leone..., 1947), Unfaithfully Yours (Infedelmente tua, 1948), The Beautiful Blonde from Bashful Bend (L’indiavolata pistolera, 1949), Les carnets du Major Thompson (Il carnet del maggiore Thompson, 1955).
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