Edizione 2009 | Alba-Bra in Festival | Alba International Film Festival
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Alba International Film Festival 7-12 Marzo 2008 Alba, Italy Alba International Film Festival 7-12 Marzo 2008 Alba, Italy
 
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Omaggio a Roger Corman


Aspettando Roger Corman
Giovedi 6 maggio h 15.45 Sala Ordet

Easy Riders, Ranging Bulls di Kenneth Bowser
(Usa 2002, colore, 118', video)
Interpreti: Peter  Fonda, Dennis  Hopper
Proiezione realizzata in collaborazione con Mikado Film

I ragazzi cresciuti ad hamburger e coca-cola e le ragazze acqua e sapone che si "scandalizzavano al sole" durante gli anni '50 furono repentinamente sostituiti, un decennio dopo, dalla generazione del sesso, droga e rock'n roll. "Easy Rider" fu l'alfiere del movimento che avrebbe poi preso il nome di New Hollywood.

Oltre a Fonda e Hopper, a raccontare quella fervida stagione cinematografica intervengono fra gli altri Peter Bogdanovich, Karen Black, Arthur Penn e Roger Corman. Nel processo di avvincendamento generazionale un ruolo di punta fu rappresentato proprio dalla Corman Factory.

Collaborando infatti con Corman, aspiranti registi come Scorsese e Coppola ebbero la possibilità di farsi le ossa.


I film di Roger Corman

Tales of Terror (I racconti del terrore)
(Usa, 1962, col, 35 mm, 89' )
Giovedì 6 maggio h 18.00 Sala Ordet

Il Mago del terrore (Maratona Roger Corman)
House of Usher (I vivi e i morti)
(Usa, 1960, col, 35 mm, 80')
Venerdì 7 maggio h 22.30 Sala Ordet
A seguire
The Raven (I maghi del terrore)
(Usa, 1963, col, 35 mm, 86' )

The Tomb of Ligeia (La tomba di Ligeia)
(Usa, 1964, col, 35 mm, 81')
Sabato 8 maggio h 15.30 Sala Ordet

Bloody Mama (Il Clan dei Barker)
(Usa, 1970, col, 35 mm, 90')
Sabato 8 maggio h 17.00 Sala Ordet

X: The Man with the X-Ray Eyes
(L'uomo dagli occhi a raggi x)
(Usa, 1963, col, 35 mm, 79')
Domenica 9 maggio h 17.30 Sala Ordet


Gli incontri con Roger Corman del venerdì 7 maggio h 22.30 e sabato 8 maggio h 17.00, saranno moderati dal critico e storico del cinema Prof. Gianni Rondolino.


Quando si parla di “factory”, a parte quella celebre di Andy Warhol che nel cinema ci ha variamente bazzicato, si pensa innanzitutto a quella di Mack Sennett, dalla cui “bottega” uscirono pressoché tutti gli attori-autori del glorioso cinema comico americano del muto.

E poi si pensa a Roger Corman, produttore, attore, sceneggiatore e regista tra i più prolifici della storia del cinema, non solo hollywoodiano, - dagli anni ’50 si contano 389 produzioni, 33 prestazioni attoriali, 56 regie, e poi sceneggiature, editing, “thanks to” e che altro…

Non potevano dimenticarlo gli Academy Awards: alla fine del 2009, anticipando la cerimonia, gli fu assegnato l’ Honorary Award, l’Oscar alla carriera proprio “for his rich engendering of films and filmmakers” (includendo in quest’ultima espressione anche gli attori). Proprio solo per citare i più noti cui fornì l’occasione produttiva per farsi le ossa: Martin Scorsese e Francis F. Coppola, Peter Bogdanovich e Ron Howard, Joe Dante, Jonathan Demme e James Cameron, cui vanno aggiunti, tra gli interpreti, star come Peter Fonda e Dennis Hopper, David Carradine, Jack Nicholson e Robert De Niro: tanto per farsi un’idea.

L’84enne cineasta di Detroit, tuttora attivo nella produzione specie televisiva è noto come “re dei B-movie”, quando con tale definizione si intendevano film a basso costo girati in brevissimo tempo e possibilmente ad alto incasso, Rivitalizzò un po’ tutti i generi, come il gangster-movie “Bloody Mama” (Il clan dei Barker, 1970) ), qualcosa perfino lo anticipò (“Wild Angels” I selvaggi, in concorso a Venezia nel ’66, e “The Trip” Il serpente di fuoco precedettero di anni Easy Rider).

Soprattutto diede un nuovo impulso, in considerevole sintonia con i gusti del pubblico, a fantasy e sci-fi, lasciando un segno forte nei soggetti tratti da Edgar Allan Poe (e con il leggendario Matheson alla sceneggiatura), come “Tales of Terror” I racconti del terrore, 1962.

Talora con un pizzico d’ironia, sempre con l’incomparabile presenza di Vincent Price, l’attore cult. In queste produzioni raggiunse risultati molto alti, specie nell’acclamato “House of Usher” I vivi e i morti (1960) con una regia esemplare, un uso fortemente funzionale del colore e attori condotti con superiore bravura in atmosfere angoscianti.

Abile e raffinato, il grande artigiano con il cinema in testa è tutt’altro che un personaggio di serie “B”. Con “Frankenstein Unbound” Frankenstein oltre le frontiere del Tempo (1990) ritorna al prediletto horror, ed è l’ultimo come regista. Per ora, chissà.

Pier Mario Mignone

  Omaggio a Roger Corman

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